menu

Casa di Biagio Rossetti

La casa di Biagio Rossetti, nella sua forma primitiva, dimostrava la ricchezza e il prestigio raggiunti dall’architetto.

Nel 1490, essendo stato sette anni al servizio di Ercole I d’Este senza ricevere adeguato compenso, Biagio Rossetti chiese di concedergli come risarcimento il materiale necessario alla costruzione di una casa a proprio uso. Nel 1498 l’edificio risultava agibile ed era terminato entro il 1502, quando Biagio vi si trasferì dalla precedente abitazione in contrada Santa Maria in Vado. Nel 1504 i fratelli Fino e Bernardino Marsili pittori prepararono la lista delle opere eseguite in casa Rossetti, per le quali dovevano essere pagati e di cui nulla è sopravvissuto. Dall’atto apprendiamo notizie su elementi ora scomparsi: i principali sono l’esistenza di una loggia affacciata sul cortile e il coronamento merlato lungo via della Ghiara. L’uso del termine “palazzo” per definire l’edificio ci fa capire la rappresentatività e l’estensione originaria, confermata dalla diffusione delle decorazioni a fresco. Come apprendiamo da documenti posteriori, il corpo di fabbrica contenente la loggia si trovava a ovest, direttamente connesso con l’attuale “casa” e al piano superiore ospitava alcune stanze; a est c’erano invece annessi di servizio; in profondità, con gli spazi scoperti di cortile e brolo, la proprietà raggiungeva l’attuale via Cantarana.
Sulla facciata, i raffinati decori in cotto lavorato a stampo delle ghiere del portale e delle finestre del piano superiore, con modanature ed elementi zoomorfi marini tratti dal repertorio antico, sono originali; il cornicione è stato invece realizzato nel 1911 dalla fornace Galeotti, in sostituzione del coronamento settecentesco, copiando un disegno diffuso in altre fabbriche dove è documentata la presenza di Biagio.
La casa di Biagio Rossetti, nella sua forma primitiva, dimostrava la ricchezza e il prestigio raggiunti dall’architetto.
Il corpo di fabbrica occidentale non più esistente era occupato completamente, a piano terra, da un loggiato, a quello superiore da stanze ad uso residenziale. La loggia che si estende in profondità su tutta la superficie del pianterreno, è una tipologia che aveva visto una certa diffusione a Ferrara negli anni precedenti, particolarmente adatta ai luoghi periferici della città, dove l’abbondanza di suolo a disposizione consentiva di concedersi un ampio porticato. La ritroviamo a casa Romei, nel braccio ortogonale al primo nucleo edilizio su via Praisolo (infra 1442 e 1453) ed era presente a Schifanoia, in cui una grande loggia si estendeva al disotto del salone dei Mesi, realizzata proprio durante l’ampliamento di Borso, a cui Biagio aveva lavorato tra il 1466 e il ‘71. In linea con la tradizione ferrarese - e come a casa Romei e a Schifanoia - il prospetto del palazzo di Biagio era coronato da merli, arricchiti da una decorazione pittorica.
Come è già stato notato, la porzione superstite dell’edificio importa a Ferrara uno schema planimetrico di matrice veneziana, incentrato attorno a un androne passante a pianterreno, che serve da disimpegno per le stanze laterali, sovrastato da un salone (riproposto nella ricostruzione di Zevi, ma oggi non più esistente). La facciata, tuttavia, mantiene la tradizionale impostazione con il portale affiancato da due finestre, le aperture archivoltate con le ghiere in cotto decorato. L’ingresso si raggiungeva tramite otto gradini, scomparsi per l’innalzamento del suolo stradale. Il portale venne allineato con la via che fronteggia perpendicolarmente il palazzo.
Biagio, nella sua casa, adottò sistematicamente la cosiddetta finestra binata, che dall’esterno potrebbe apparire come una bifora, ma che è costituita in realtà da due finestre singole, collocate in ambienti diversi a filo della parete, in modo che, da fuori, la spalla del muro appaia come un pilastro divisorio. Precedentemente questo tipo di apertura era già stato usata, a Ferrara, nella casa delle Vedove, in via Mortara, e a palazzo Schifanoia.
(Maria Teresa Sambin de Norcen)
SEGUI IL RESTO DELL’APPROFONDIMENTO SULLA APP

Hai già la nostra APP? Scaricala ora!